Omega Man

In una Los Angeles desolata e spettrale cerca di sopravvivere Robert Neville, ex medico militare e ultimo uomo sopravvissuto a una guerra batteriologica avvenuta due anni prima. Di notte deve difendersi dagli attacchi della ‘Famiglia’, uomini che il conflitto batteriologico ha trasformato in mutanti albini e psicotici. Guidati dal loro capo, il fanatico Matthias, escono al calare delle tenebre dal loro rifugio per distruggere con il fuoco qualunque resto dell’era tecnologica, responsabile della distruzione della civiltà di cui Neville rappresenta l’ultimo simbolo vivente. Il sangue di Neville, immunizzato da un vaccino sperimentale di sua ideazione, rappresenterà l’ultima via di salvezza per un’umanità senza più speranze…

Il film di Boris Sagal è il secondo, dopo l’italoamericano L’ultimo uomo della terra (1961), che è stato tratto dal romanzo di Matheson Io sono leggenda. L’immagine dei mutanti vampiri è abbastanza classica, nonostante siano albini non dotati di particolari facoltà ‘vampiresche’, così come il simbolismo del sangue nel suo aspetto religioso, legato soprattutto alla crocifissione. Il film ha anche avuto il pregio di contribuire alla rivalutazione (anche cinematografica) delle persone di colore (nel personaggio di Lisa) che proprio il cinema di genere aveva avviato con La Notte dei morti viventi (1968) di Romero. Significativa citazione storico-politica (ma anche cinematografica) è Woodstock – tre giorni di pace, amore e musica (1970) di Michael Wadleigh, la pellicola che Neville va a vedere al cinema, riferimento dal sapore nostalgico ad un modello sociale perduto e mai raggiunto.
Scartata per motivi di costo l’idea iniziale di costruire un set cinematografico che riproducesse un’area urbana disabitata, il film venne girato nelle strade di Los Angeles durante i weekend e i giorni festivi per rendere l’idea di una città deserta. Anche se uno spettatore attento potrà notare in lontananza auto in movimento, qualche pedone e semafori lampeggianti. All’inizio del film, durante i titoli del film quando Neville guida solitario per Los Angeles, si può notare sulla facciata di un palazzo, la scritta “The Omega Man”. Punti di forza del film sono, sicuramente, la splendida fotografia e la suggestiva musica di Ron Grainer. La colonna sonora del film pubblicata per la prima volta in cd nel 2000 in edizione limitata, è diventata oggetto di culto per i collezionisti. L’autore del soggetto Richard Matheson rimase insoddisfatto della sceneggiatura che subì molte modifiche durante la lavorazione. Infatti il film si discosta molto dall’opera originale di Matheson, soprattutto per quanto riguarda i membri della Famiglia che differiscono notevolmente (a parte la fotofobia) dai ‘vampiri’ del romanzo, più simili a zombi privi di raziocinio. Però va detto che in questo caso i mutanti del film, fanatici e oscurantisti, sono molto più inquietanti e realistici dei soliti ‘zombi’ ormai stravisti in decine di pellicole. Gli incappucciati membri della Famiglia, simili a lebbrosi medievali capitanati dal fanatico Matthias (impersonato da un ispirato Anthony Zerbe) , non si fanno dimenticare facilmente. Anche il finale allegorico religioso del film si discosta da quello del romanzo che al contrario non lasciava nessuna speranza per l’umanità. [Spoiler!] Infatti nell’ultima inquadratura Neville appare senza vita nella fontana davanti casa sua con le braccia allargate, nella stessa posizione di Gesù crocifisso, con l’acqua della fontana ormai rosso sangue, come il nuovo salvatore dell’umanità. [Fine spoiler]
Nella parte dell’ultimo uomo della terra giganteggia il divo Charlton Heston (1923-2008) che con questo film interpreta l’ultimo capitolo di un’ideale trilogia post-apocalittica composta anche dai due classici Il pianeta delle scimmie (1968) e 2022: i sopravvissuti (1973).
Nel 2007 viene prodotto un remake non proprio memorabile, Io sono leggenda con un improbabile Will Smith nel ruolo che fu di Heston. Tra le curiosità segnaliamo che il documentario su Woodstock a cui assiste il protagonista, nel remake è sostituito dal film d’animazione Shrek: un segno dei tempi (cinematografici) che cambiano.

Titolo: 1975: Occhi bianchi sul pianeta Terra (The Omega Man) • Regia: Boris Sagal • Anno: 1971 • Produzione: USA – Warner Bros., Walter Seltzer – colore, sonoro, durata 98 min. • Sceneggiatura: Joyce H. Corrington, (dal romanzo ‘Io sono leggenda’ di Richard Matheson) • Fotografia: Russell Metty • Scenografia: William L. Kuehl • Effetti speciali: A. Paul Pollard • Musica: Ron Grainer • Interpreti: Charlton Heston, Anthony Zerbe, Rosalind Cash

By SeRe

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