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Un equipaggio internazionale di astronauti intraprende una missione finanziata privatamente per cercare vita su Europa la quarta luna di Giove. Infatti una sonda della Nasa ha scoperto alcuni indizi che suggeriscono la possibile presenza di forme di vita aliena negli oceani che si trovano sotto la superficie ghiacciata del satellite gioviano. Ma una serie di tragici imprevisti metteranno a dura prova le risorse fisiche e psicologiche dell’equipaggio…

Europa Report è il film che si è aggiudicato il prestigioso premio Asteroide al festival della fantascienza di Trieste del 2013 ma ovviamente, trattandosi di un film di fantascienza ‘serio’ e rigoroso, senza mostri, robot giganti e astronavi più veloci della luce, non si è ancora visto sugli schermi italiani. Come il simile Apollo 18, il film è girato in stile ‘found footage’, piuttosto usato negli ultimi anni, ma in questo caso funzionale con il tipo di storia. L’esplorazione spaziale ci viene mostrata con rigoroso realismo, piena di rischi e pericoli, senza improbabili soluzioni o salvataggi miracolosi. Quando le cose cominceranno a mettersi male per l’equipaggio, andranno male fino in fondo. Ma quello che è indubbiamente il pregio di Europa Report, alla fine però rischia di diventarne anche il limite, per certi aspetti. Il realismo (soprattutto scientifico), la sofferta fragilità dei membri dell’equipaggio, le riprese claustrofobiche che danno solo una visione limitata dei misteri di Europa, seppur apprezzabili in un film di fantascienza ‘hard’, in qualche modo impediscono di sviluppare e di approfondire completamente gli aspetti del film più interessanti come la scoperta e il contatto con forme di vita aliena. All’approssimarsi della meta, l’equipaggio viene decimato inesorabilmente da una serie di incidenti ed imprevisti, ma sicuramente la loro imperizia ed emotività di fronte alle difficoltà della missione, può apparire allo spettatore più smaliziato piuttosto esagerata ed improbabile. Ad esempio quale astronauta uscirebbe per una passeggiata nello spazio senza cavi di soccorso o senza dispositivi di propulsione d’emergenza, come quelli in uso sulle stazioni spaziali odierne? Appare anche prematura (nell’economia della storia) ed eccessiva la fragilità nervosa mostrata da uno dei componenti dell’equipaggio, quando gli sembra di scorgere alcune fugaci luci in movimento sulla superficie ghiacciata di Europa. Alla fine lo sbarco sul suolo e l’esplorazione degli oceani sotterranei di Europa vengono circoscritti agli ultimi minuti del film e nel finale teso e drammatico toccherà all’unica sopravvissuta rimasta sulla navicella sacrificarsi per la scienza. Quando le cose sembrano farsi interessanti, non c’è rimasto più nessuno e il film termina impietosamente con una piccola sorpresa, che ovviamente non sveleremo ma che magari meritava un pizzico di approfondimento in più. Quello che è chiaro invece è il messaggio che Europa Report vuole far passare: l’universo sconfinato e buio è un posto ostile ed indifferente ai destini umani ma forse vale la pena esplorarlo, nonostante i grandi rischi.
Comunque al di là di alcuni limiti, forse inevitabili in una produzione a basso budget, Europa Report rimane un ottimo esempio di film realizzato con meno di 10 milioni di dollari, ma con validi effetti speciali al servizio di una storia interessante e ricca di quel ‘sense of wonder’ della fantascienza più classica. E non manca neanche una divertente citazione di 2001 Odissea nello Spazio. Sebastián Cordero, quarantenne regista ecuadoriano, è al quinto film. Con il primo film raccolse consensi alla Mostra del Cinema di Venezia per la cruda rappresentazione della vita nelle strade di Quito. Tra il cast troviamo Sharlto Copley, già interprete dei fantascientifici District 9 ed Elysium, e Michael Nyqvist protagonista dei tre film originali della saga thriller svedese Millennium. Le riprese del film si sono svolte interamente all’interno dei Cine Magic Studios di Brooklyn, a New York.

Titolo: Europa Report
Regia: Sebastian Cordero
Anno: 2013
Produzione: USA – Wayfare Entertainment, Start Motion Pictures, Misher Films – Durata: 90 min.
Sceneggiatura: Philip Gelatt
Fotografia: Enrique Chediak
Scenografia: Eugenio Caballero
Effetti speciali: Drew Jiritano, Andrew Mortelliti
Musica: Bear McCreary
Interpreti: Sharlto Copley, Michael Nyqvist, Christian Camargo, Daniel Wu, Anamaria Marinca, Karolina Wydra


 

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