The Blob

Un meteorite precipita nelle vicinanze di una cittadina della provincia americana. Ma ben presto un incauto abitante della zona scoprirà a sue spese che all’interno della roccia spaziale risiede una massa gelatinosa che fagocita i malcapitati. La vorace forma di vita aliena, in rapida crescita, si prepara a banchettare con l’intera città. Toccherà a un gruppo di ragazzi cercare di sventare la minaccia…

Fluido mortale ci dona uno degli invasori alieni più peculiari (ed originali) che abbiano mai camminato (o meglio strisciato) sul nostro pianeta: il blob non sembra possedere un’intelligenza o personalità proprie, si limita ad assorbire qualsiasi cosa organica che gli capita a tiro. Dopo tanti invasori spaziali di varie conformazioni e convinzioni, specchio delle paure della guerra fredda, l’informe massa gelatinosa che ingloba tutto sembra rappresentare la paura di essere spersonalizzati all’interno di una massa sociale indistinta e anonima. Ma aldilà delle interpretazioni sociologiche a posteriori di alcuni critici ci troviamo di fronte ad un film dall’intreccio banale e dalla regia scialba, in linea con tanti altri ‘teen horror’ in voga all’epoca. Nonostante ciò, il vorace blob (di un brillante rosso lampone) costituisce, nel panorama dei mostri di celluloide, un’invenzione fantastica che in qualche modo riesce a rendere avvincente il film. Scena cult, ormai famosissima, è quella del blob che penetra in una sala cinematografica, pronto a nutrirsi del pubblico. Il predatore informe e silenzioso in grado di penetrare ovunque e di assorbire chiunque diventa un prototipo indimenticabile per film successivi. In verità anche nel film inglese X contro il centro atomico del 1956, appariva una creatura melmosa ma meno convincente ed efficace sul piano della realizzazione. Un parente prossimo del blob appare contemporaneamente in Giappone nel film Uomini H (1958) sotto forma di letali gelatine radioattive, questa volta di colore verde.

The Blob

Da segnalare il primo ruolo importante da protagonista di Steve McQueen (che allora si chiamava ancora Steven). Sarà girato un seguito 14 anni dopo, con Beware! The Blob, diretto nel 1972 da Larry Hagman (più noto come il cattivo J.R. della serie tv Dallas) e rimasto inedito in Italia. Nel 1988 ne è stato prodotto un remake intitolato Blob Il fluido che uccide di Chuck Russell. Però nonostante i mezzi impiegati e i buoni effetti speciali si è rivelato un fiasco al botteghino.

 

Titolo: Fluido mortale (The Blob)
Regia: Irvin S. Yeaworth
Anno: 1958
Produzione: USA – Fairview Productions, Tonylyn Productions Inc. – Sonoro, colore, durata 86 min.
Sceneggiatura: Theodore Simonson, Kay Linaker
Fotografia: Thomas E. Spalding
Scenografia: William Jersey
Effetti speciali: Bart Sloane
Musica: Ralph Carmichael
Interpreti: Steve McQueen, Aneta Corsaut, Earl Rowe, Stephen Chase, John Benson, George Karas


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