Torna il festival Narnia Terror Night 2026, la rassegna cinematografica che sostiene i film horror indipendenti italiani.

 

 

 

 

 

L’evento, organizzato dal regista umbro Eros Bosi, è atteso al cinema Mario Monicelli di Narni, provincia di Terni venerdi 16 ottobre alle ore 21:00. Bosi parteciperà con la sua nuova opera “Lupus in Fabula” che abbiamo potuto visionare in anteprima. Quest’anno sono attesi sullo schermo 5 film :

Anatema di Aurora Russo (Messina)
Metus di Alberto Gelmi (Torino)
Cristina di Giulio Golfieri (San Donà di Piave, Venezia)
Lupus in fabula di Eros Bosi (Terni)
Vae Victis di Luca Alessandro (Roma)

 

Lupus in fabula

 

Lupus in fabula è l’unica opera inedita, tra quelle partecipanti, a non essere già stata proiettata in altri festival e rassegne. Questa volta Eros Bosi, dopo aver rivisitato il classico personaggio del Dottor Jekyll e Mister Hyde in Mister Hyde – L’erede di Jekyll, porta sullo schermo un’altra celebre creatura del folklore horror, il licantropo o lupo mannaro. Il cortometraggio è una horror comedy dai toni stralunati e umoristici, quasi grotteschi, come i suoi protagonisti del resto. Il tono riprende lo stile di un suo precedente lavoro del 2017, Vamp Stalker. Comunque non mancano scene splatter (il mostro che sgranocchia un braccio) e un licantropo irsuto e zannuto che ricorda come trucco certi mostri dei B-movies americani di altri tempi (come ad esempio The Mad Monster). Come le precedenti opere del regista ternano, Lupus in fabula è stato interamente girato nelle suggestive contrade di Terni. Il finale del corto resta aperto quindi dobbiamo aspettarci un seguito…

La storia segue due amici (interpretati dallo stesso Eros Bosi e da Nicola Laurenti) che passano una serata all’interno di un locale. Qui scambiano quattro chiacchiere con un misterioso uomo anziano (Vincenzo Policreti) seduto al tavolo accanto, il quale si diverte a raccontare loro detti e vecchi proverbi popolari legati ai lupi. La stessa notte, però, i racconti si trasformeranno in realtà: uno dei due ragazzi si ritroverà faccia a faccia con un vero e spietato lupo mannaro (interpretato da Alexander Gentili).

 

 

Anatema è un cortometraggio horror indipendente scritto e diretto dalla regista Aurora Russo (originaria di Messina), prodotto da DAR Productions in associazione con ABAM (Accademia di Belle Arti). L’opera rappresenta un interessante esempio di horror indipendente e universitario legato al territorio.

Una donna ordina al marito di creare una bambola voodoo per uccidere qualcuno…

 

Metus

 

Metus (ovvero ‘paura‘ o ‘timore‘ in latino) è un horror/thriller del 2024, scritto da Luca Peselli e diretto e prodotto dal regista torinese Alberto Gelmi. Il corto, della durata di circa 11 minuti, ha riscosso un ottimo successo nel circuito dei festival cinematografici indipendenti e di genere.

Quattro ragazzi decidono di sballarsi durante una festa utilizzando delle misteriose fialette dall’effetto fortemente euforico. Tuttavia, l’estasi dura poco: ogni volta che l’effetto della sostanza svanisce, i giovani risvegliano una presenza maligna e oscura (dalle movenze simili a quelle di un ragno) che sembra conoscerli intimamente, leggendo i loro segreti e le loro paure più profonde…

 

Cristina

 

Cristina è un cortometraggio horror e sperimentale del 2025, scritto, diretto e autoprodotto dal regista veneto Giulio Golfieri (noto anche con lo pseudonimo artistico RATS). L’opera, della durata di circa 12 minuti, fonde l’immaginario orrorifico con il cinema d’autore più intimo, offrendo una potente riflessione sul corpo, sul tempo e sulla malattia.

Cristina è un’anziana vampira malata di cancro. Consapevole che la fine della sua millenaria esistenza si sta avvicinando a causa delle metastasi, la donna si ritrova a riflettere in solitudine sul significato della propria immortalità e della sofferenza biologica…

 

Vae Victis 

 

A differenza delle altre opere presentate al Narnia Terror Night, Vae Victis (noto a livello internazionale anche con il titolo The Art of Evil o The Aesthetics of Evil) è un lungometraggio diretto dal regista romano Luca Alessandro nel 2024. La pellicola si distingue nel panorama cinematografico per la sua particolare natura ibrida: viene infatti definita un “parafictional-documentary”, un’opera che mescola elementi reali da documentario/biopic a una forte componente horror narrativa, allucinata e onirica. Il film è incentrato sulla vera figura e sulla produzione pittorica dell’artista campano Valerio De Filippis (originario di Pozzuoli ma trasferitosi a Roma), che nel film interpreta se stesso.

Valerio è un pittore tormentato, le cui tele morbose, perverse e popolate da figure grottesche nascono da un passato reale fatto di violenza, problemi con la giustizia e dal trauma mai superato per la perdita della sorella…