Dagon

Due coppie di amici, imbarcati su uno yacht, incappano in un violento temporale che li costringe a cercare riparo sulla costa spagnola presso Imboca, un piccolo villaggio di pescatori. Ma invece della salvezza si troveranno intrappolati in un ambiente sinistro e poco accogliente. Gli abitanti del villaggio sembrano essere afflitti da una strana mutazione e dediti al culto di  un’ancestrale divinità marina: Dagon…

Nel 2001 torna in azione l’affiatata coppia ‘lovecraftiana’ Brian Yuzna/Stuart Gordon con Dagon – la mutazione del male, considerata una delle loro trasposizioni più riuscite e fedeli. Nonostante il titolo richiami uno dei primi racconti di Lovecraft, Dagon del 1917, la sceneggiatura è prevalentemente ispirata al classico La maschera di Innsmouth, ma sposta la vicenda sulle coste della Spagna nel sinistro villaggio di Imboca. Come nel racconto, gli abitanti del villaggio sono dei mutanti, ibridati a vari stadi con creature marine per via di un antico patto stretto con una sanguinaria divinità abissale, in cambio di una maggiore prosperità. Gordon, a differenza di precedenti trasposizioni molto libere (Re-Animator, From Beyond), questa volta cerca di essere più vicino al testo lovecraftiano. Il fatiscente e lugubre villaggio con i suoi degenerati abitanti ricreano con aderenza ed efficacia le atmosfere orrorifiche tipiche dei racconti di H.P. Lovecraft. Rimarchevole, in questo senso, è la scena in cui il protagonista, rinchiuso in una stanza d’albergo, cerca di sfuggire agli uomini-pesce. Ovviamente questo tipo di produzione (produce Brian Yuzna con la sua casa Fantastic Factory) non può fare a meno di ricorrere a massicce dosi di splatter e gore, con il solito generoso e piacevole condimento di fanciulle seminude, possibilmente incatenate per essere offerte al mostruoso dio Dagon. Gordon dirige con la consueta padronanza un film al tempo stesso vivace nel ritmo e malsano nelle atmosfere, senza scadere nel grottesco o nel ridicolo. Dagon segna anche l’ultima apparizione del grande attore spagnolo Francisco Rabal, qui nella parte di un ubriacone che non vuole perdere la sua umanità, a differenza degli altri abitanti di Imboca votati al culto di Dagon e alle conseguenti mutazioni. Meno azzeccata risulta la caratterizzazione troppo caricaturale del protagonista interpretato da Ezra Godden, la cui interpretazione in chiave semiumoristica stona con il contesto generale.

Titolo: Dagon – La mutazione del male (Dagon)
Regia: Stuart Gordon
Produzione: Spagna, 2001 – durata 95 min.
Interpreti:  Ezra Godden, Francisco Rabal, Raquel Merono, Macarena Gómez, Brendan Price


 

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