Knightfall stagione 2

 

Dopo la visione della seconda stagione di Knightfall, purtroppo dobbiamo confermare tutte le perplessità e i dubbi suscitati dalla prima stagione. Pur rimanendo una piacevole e scorrevole fiction di ambientazione medievale, la serie di History Channel dimostra di essere stata realizzata all’insegna della massima inverosimiglianza storica, nonostante il tentativo di incanalare la vicenda in un serrato alternarsi di battaglie, duelli, agguati e assedi che accompagnano il doloroso percorso di redenzione del Templare Landry, degradato dall’Ordine per via dei suoi numerosi peccati. Tutte le storyline alternative vengono sbrigativamente accantonate, a cominciare dal mistero del Santo Graal che abbiamo visto nella prima stagione, infrangersi contro un albero per mano di Landry, per concentrarsi sulla rinascita e vendetta del protagonista nei confronti di un Re Filippo sempre più odioso e furente. Il famoso processo ai Templari ci viene presentato in maniera puerile e frettolosa (nella realtà il processo durerà 7 anni), tra roghi e fantasiose torture pseudo-medievali: una su tutte, l’immancabile Vergine di Norimberga (precisamente una sua variante) cui viene sottoposto Landry (che si è fatto catturare per l’ennesima volta) da Filippo in persona. Il macchinario di tortura conosciuto come Vergine di Norimberga (con le sue varianti) “…è ritenuto un falso storico creato ad arte per impressionare i visitatori dei musei in quanto, oltre a non esistere originali medievali del dispositivo, non si trovano fonti storiche che parlino di un suo impiego prima del XIX secolo ed è quindi confermato che sia un mito risalente al XVIII secolo nel quale si percepiva il Medioevo come un’epoca oscura.” (Wikipedia). Imperdonabile leggerezza per un network televisivo che accanto a una funzione di intrattenimento dovrebbe teoricamente avere anche un ruolo didattico divulgativo serio.

Knightfall stagione 2 - Talos

 

Lo scontro aperto tra Templari e Re di Francia che ci viene presentato nella serie TV, fatto di combattimenti di massa e assalti alle fortezze dell’Ordine, nella realtà non sarebbe mai potuto accadere. Infatti quando i funzionari del Re cominciarono ad eseguire gli arresti dei membri dell’Ordine, non vi fu alcuna resistenza, poiché la maggior parte di loro non era armata e molti avevano già raggiunto la mezza età se non addirittura la vecchiaia. Inoltre, ad eccezione del Tempio di Parigi, le magioni templari in Francia in prevalenza non erano fortificate. Qualcuno riuscì a fuggire ma la maggior parte dei Templari era del tutto impreparata e furono rapidamente catturati e consegnati all’Inquisizione per essere interrogati sotto tortura. Nel voler favorire ad ogni costo una narrazione scorrevole e semplicistica, si rinuncia a qualsiasi forma di vero pathos sulla tragica fine dei cavalieri Templari. E anche quegli aspetti più misteriosi ed esoterici che fanno parte della leggenda templare vengono trascurati o banalizzati in Knightfall. Ad esempio, quando Nogaret ordina di costruire un falso idolo composto da due teschi fusi tra di loro per poter accusare i Templari di idolatria, forse gli sceneggiatori volevano dare un tocco ‘realistico’ e verosimile al processo ma di fatto sprecano frettolosamente uno degli aspetti più suggestivi e misteriosi emersi dagli interrogatori dei membri dell’Ordine ovvero l’accusa mossa dagli inquisitori che i Templari rendessero omaggio in segreto durante le cerimonie di iniziazione ad uno strano idolo pagano chiamato Bafometto (o Baphomet), di oscura origine e dalle sembianze di una testa barbuta.
Privati del loro nemico storico, in Knightfall vediamo i Templari, con Landry in testa, battersi con i nemici più improbabili: dopo i mercenari russi entrano in scena i fantomatici Luciferiani, una sorta di setta satanica che si nasconde nelle foreste circostanti. Come già accennato la serie punta tutto sul percorso di redenzione di Landry che per punizione viene degradato al rango di semplice apprendista e insieme ad altre umili reclute deve sottoporsi a un duro addestramento per tornare al rango di cavaliere Templare. Le esercitazioni in stile ‘marines’ a cui assistiamo non pensiamo abbiano molto a che fare con i Templari però. Ricordiamo inoltre che per quanto riguarda le ‘reclute’, i nuovi membri destinati a far parte dell’Ordine, erano per la maggior parte cavalieri di un certo lignaggio già esperti nell’uso delle armi che semmai difettavano in disciplina. Vediamo invece cosa dicono le fonti sulle punizioni comminate a chi trasgrediva le severe regole dell’Ordine: “… La clamide bianca con la croce rossa, simbolo dell’appartenenza alla cavalleria, è strappata con ignominia; allontanato dalla comunità dei confratelli, per un anno intero mangia sul pavimento senza nemmeno una tovaglia. Se i cani lo molestano, non deve osare scacciarli. Se il maestro e i confratelli ritengono che la penitenza sia stata sufficiente, al termine dell’anno gli riconsegnano il cinturone portato in precedenza da cavaliere.” (Anonimo pellegrino, 1187 ca.)

Knightfall stag.2

 

Tutto sommato, nonostante le doverose precisazioni sulle libertà che si prende la serie TV di History Channel, la parte che riguarda la ‘rinascita’ di Landry, dopo aver toccato il fondo, raggiunge una certa contenuta ‘epicità’, grazie anche all’introduzione di un nuovo personaggio ‘forte’, il Templare veterano Talos, interpretato da Mark Hamill, che nel classico ruolo del ‘sergente di ferro’ di tanti film bellici, contribuisce a riportare sulla retta via il cavaliere penitente. Anche se talvolta la banale sceneggiatura lo utilizza come ‘Deus Ex Machina’ per sbrogliare situazioni difficili, il personaggio di Mark Hamill risulta più convincente come Templare che come Jedi nell’ultimo Star Wars. Come Deus ex machina vengono anche utilizzati in Knightfall i Cavalieri di San Lazzaro, ordine cavalleresco costituitosi a Gerusalemme nel XII secolo dai connotati sia assistenziali che militari, che contava nelle sue file combattenti affetti da lebbra; in Knightfall li vediamo correre in soccorso tempestivamente dei confratelli Templari che rischiano di essere annientati. In effetti storicamente l’ordine dei Templari era in rapporti privilegiati con i cavalieri dalla croce verde e prevedeva nella sua regola la possibilità di entrare nell’ordine dei Lazzariti se malati di lebbra. Ma aldilà della collaborazione tra i vari ordini cavallereschi durante la difesa della Terrasanta, nella realtà i cavalieri di San Lazzaro non avrebbero mai potuto aiutare i Templari contro il re di Francia, tanto più che il ramo francese dell’Ordine con sede a Boigny, continuò a prosperare sotto la generosa protezione della real casa francese.
Anche se in ritardo sulla cronologia storica, a Papa Bonifacio (ucciso da Nogaret con l’appoggio del Templare rinnegato Galvano) subentra Papa Clemente, più disponibile ad assecondare i piani di Filippo. Nella seconda stagione entra in scena nel ruolo di villain, un altro personaggio storico, il principe Luigi (Tom Forbes), figlio primogenito di Filippo IV di Francia e Giovanna che viene presentato come un crudele psicopatico lanciato sulle tracce della figlia neonata di Landry, nata dalla relazione illegittima con la regina Giovanna. Come abbiamo visto nella prima stagione, Giovanna viene uccisa dal vendicativo Filippo, ma la realtà storica anche in questo caso sarebbe stata più interessante ai fini di un possibile utilizzo nella fiction televisiva: Giovanna di Navarra morì improvvisamente nel 1205 a 32 anni. La sua fine inaspettata forse spinse Re Filippo, colpito profondamente dal tragico evento, a credere che un membro della Chiesa, Guicciardo vescovo di Troyes ne avesse causato la morte con il veleno e la stregoneria.
Dopo una serie di rocamboleschi capovolgimenti, con il ritorno di Galvano nelle file Templari, alla fine Landry, nella improbabile resa dei conti, riuscirà ad uccidere in duello Re Filippo (abbandonato dal figlio Luigi e da Nogaret), dopo averle buscate a destra e a manca in quasi tutte le puntate precedenti. Nella realtà Filippo il Bello morirà qualche anno dopo durante un incidente di caccia che la leggenda vuole collegato alla ‘maledizione dei Templari’ lanciata sulla casa reale francese dal Gran Maestro De Molay mentre bruciava sul rogo. Anche questi aspetti suggestivi e misteriosi legati al mito dei Templari vengono colpevolmente trascurati o ignorati dalla serie TV.

Alla fine Knightfall rimane un buon ‘action’ medievale con qualche combattimento ben coreografato ma risulta nel complesso uno spettacolo piatto e senz’anima. L’interessante e poco sfruttato contesto storico, costituito dall’epopea dei Cavalieri Templari viene trattato in maniera assolutamente inadeguata e superficiale. La giusta commistione di elementi storici, romanzeschi e fantasy vista nella serie Vikings, in Knightfall non è assolutamente riuscita. Se History Channel ha in programma una terza stagione è meglio che cambi totalmente registro, magari spedendo Landry a combattere nella penisola iberica per partecipare alla ‘Reconquista’ contro i Mori, i nemici di sempre degli ordini cavallereschi.

 


 

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