Frankenstein's Army

Durante la fine della Seconda Guerra Mondiale, mentre l’Armata Rossa avanza vittoriosa verso Berlino, un gruppo di soldati sovietici riceve una chiamata di soccorso via radio da parte di commilitoni che si trovano sotto assedio da parte dei tedeschi. La squadra si addentra nelle campagne tedesche fino a giungere in un villaggio deserto e semidistrutto. Qui non vi è traccia di soldati sovietici assediati ma la pattuglia si imbatte in strani cadaveri di soldati tedeschi, mucchi di corpi di suore bruciati e tombe aperte in un cimitero…

Frankenstein’s Army è stato presentato nel 2013 in vari festival anche in Italia con un certo successo, guadagnandosi la fama di film cult scatenato e delirante. In effetti Frankenstein’s Army era un film molto atteso che aveva suscitato grandi speranze nei fan dell’horror sin dal 2006 quando l’olandese Richard Raaphorst fece uscire in rete due trailer di un progetto di film intitolato Worst Case Scenario (v. trailer) dalla trama tanto pazzesca quanto ambiziosa: un’armata di zombi nazisti invadono l’Olanda per vendicare la sconfitta subita nella finale dei mondiali di calcio del 2006. Poi, per limiti di budget, si ripiegò sul più fattibile ed economico Frankenstein’s Army, folle e divertente nazi-horror girato nella Repubblica Ceca che, come altri paesi dell’Est, offre scenari e set cinematografici a basso costo. Quello che Frankenstein’s Army ha mantenuto in comune con il progetto mai andato in porto di Worst Case Scenario  è la presenza degli zombi robot (zombot) nazisti, sorta di cyborg composti da parti di cadaveri integrate con svariate parti meccaniche, creati e guidati da un folle discendente del Dr. Frankenstein che vuole fornire al Reich un’ultima orribile arma per sfuggire all’imminente disfatta. E l’esordiente alla regia Raaphorst basa tutto il film sugli incredibili e grotteschi zombi bio-meccanici, l’unico aspetto veramente originale e divertente della pellicola. Assistiamo ad un campionario folle di creature mostruose munite di una nutrita serie di protesi ed utensili (quali lame, tenaglie, punte, caschi da palombaro, eliche di aeroplano (!)…) che danno vita ad una feroce e demenziale sarabanda di effetti splatter, a dire il vero molto ben realizzati. Tutto il resto a Raaphorst non interessa a cominciare dalla sceneggiatura improbabile e piena di buchi, priva di una reale suspense, con personaggi  appena abbozzati ed elementi potenzialmente interessanti non sviluppati. E si ricorre al fastidioso formato found footage con le solite riprese confuse da mal di testa. Da un certo punto di vista la trovata di girare in stile cinegiornale bellico o ‘found footage vintage’ può essere considerata abbastanza azzeccata se si sorvola sul fatto che all’epoca non esistevano telecamere maneggevoli e con l’audio in presa diretta, adatte a produrre le tipiche riprese amatoriali da found footage moderno che invece costituiscono il film. Ma Raaphorst sorvola agilmente anche su questo aspetto e si diverte a progettare con visionaria inventiva l’esercito dei zombi robot dalla singolare estetica ‘steampunk‘. E lui è un esperto del campo infatti è stato il concept artist dei fantasiosi e orripilanti mostri di Dagon di Stuart Gordon. A parte gli zombot, nel cast si distingue solo l’attore ceco Karel Roden nella parte del mad doctor Frankenstein, già visto all’opera in  Hellboy (2004) di Guillermo del Toro. Tra i film del discretamente nutrito sottogenere nazi-horror ricordiamo, tra i più recenti, lo splatteroso film norvegese Dead Snow (2009). 

Titolo: Frankenstein’s Army
Regia:  Richard Raaphorst
Anno: 2013
Produzione: Olanda, USA, Rep. Ceca – Dark Sky Films – Durata: 90 min.
Sceneggiatura: Richard Raaphorst, Chris W. Mitchell
Designer delle creature: Richard Raaphorst
Interpreti: Robert Gwilym, Hon Ping Tang, Alexander Mercury, Karel Roden, Joshua Sasse,  Luke Newberry


 

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Trailer Worst Case Scenario