Uomini dentro mostri:
mutazioni, maledizioni ed esperimenti proibiti

 

Nell’articolo “Introduzione ai generi del cinema fantastico” abbiamo già brevemente illustrato le origini e le caratteristiche salienti del cinema di mostri, ovvero i monster movies che ebbero il loro periodo d’oro, quanto a numero di produzioni, tra la fine degli anni ’50 e gli anni ’60, soprattutto negli USA. Come vedremo in questa rassegna (suddivisa in più parti) di monster movies poco conosciuti (di cui molti rimasti inediti in Italia), accanto ai classici mostri, famosi anche presso i ‘non addetti ai lavori’, come King Kong, Frankenstein, L’Uomo Lupo, Dracula, Il Mostro della Laguna Nera…, ci sono parecchie pellicole che portano in scena una grande varietà di creature mostruose che con le loro peculiarità più o meno originali, rendono interessanti e godibili film, per altri versi classificabili in prevalenza come B movies, con tutti i loro limiti produttivi e creativi. In questa sede ci interessa riscoprire tutta una serie di pellicole con protagoniste creature mostruose che sono stati uomini in origine, frutto di spaventose mutazioni o trasformazioni (antesignane del moderno body horror) dovute soprattutto ad esperimenti proibiti o incidenti di vario genere (con radiazioni, elettricità o composti chimici), senza tralasciare qualche creatura di origine soprannaturale come il classico Golem, variante magico/alchemica della creatura di Frankenstein.

 

L’uomo elettrico – (Man Made Monster)

 

Prima che facessero la loro comparsa le radiazioni atomiche, la principale causa di trasformazioni (spesso spiacevoli) nel cinema fanta-horror era costituita dall’energia elettrica come insegna il classico Frankenstein del 1931. Se vogliamo trovare un antesignano dei film con protagonisti dotati di superpoteri, allora bisogna vedere L’uomo elettrico (Man Made Monster, 1941), primo film horror interpretato da Lon Chaney Jr. che diventerà famoso poco dopo nei panni dell’Uomo Lupo. Qui Chaney è Big Dan, un uomo ingenuo che diventa vittima di esperimenti con l’elettricità ad opera di uno scienziato senza scrupoli. Diventato misteriosamente resistente agli effetti dell’elettricità a causa di un incidente precedente, Big Dan diventa una dinamo vivente caricata di energia elettrica dal folle scienziato che lo vuole usare per i suoi scopi criminali. Chaney ne L’uomo elettrico dà vita a un mostro concettualmente abbastanza originale anche se risulta alla fine una figura più patetica che spaventosa, in linea con altri monster movies del periodo. Buoni, per l’epoca, gli effetti speciali di John Fulton che rappresentano l’uomo elettrico come una creatura luminosa, che si accende come una lampadina fluorescente e folgora le sue vittime. Nella parte dello scienziato pazzo, si distingue un viscido ed esaltato Lionel Atwill, attore specialista in questo tipo di ruoli. In seguito nel 1956, Lon Chaney Jr. interpreterà un personaggio simile creato dall’elettricità, ma più malvagio, nel film Indestructible Man.

 

 

Il Dottor Jekyll – (El Hombre y la Bestia)

 

Dall’Argentina arriva Il Dottor Jekyll (El Hombre y la Bestia, 1950), sconosciuto adattamento del classico romanzo di Stevenson “Lo strano caso del dottor Jekyll e Mr. Hyde“, in cui il regista italo-argentino Mario Soffici ha una doppia interpretazione da protagonista, vestendo i panni sia del Dr.Jekyll che del mostruoso Mr.Hyde. Il film si distinse per la forza drammatica e la qualità della realizzazione, differenziandosi dalle versioni successive anche per la sua vicinanza al testo originale. Quello che cambia è invece l’ambientazione moderna (Buenos Aires) e un Dr. Jekyll con moglie e figlio a carico. Nonostante l’impostazione più melodrammatica che horror della pellicola, abbiamo un Mr. Hyde sufficientemente crudele e inquietante, di aspetto calvo e zannuto, che già nella scena iniziale molesta una bambina. Nel finale il buono ma ambizioso Dr.Jekyll non sarà più in grado di controllare le mutazioni nel suo bestiale alter ego e dovrà avvelenarsi per porre fine al suo lato oscuro. Tra le scene clou ricordiamo la trasformazione in Hyde nella metropolitana.

 

 

The Hideous Sun Demon

 

Tra i monster movies più emblematici della fine degli anni ’50, quando negli spettacoli dei cinema drive-in un mostro nuovo a settimana non si negava a nessuno, c’è sicuramente The Hideous Sun Demon (1959), film fanta-horror, piuttosto piatto e convenzionale nello svolgimento, che però oggi ci incuriosisce per la sua creatura che ha l’originale caratteristica di trasformarsi con la luce del sole e non con le tenebre o la luna come i colleghi licantropi o vampiri. Lo sventurato protagonista è il solito scienziato che rimane esposto alle radiazioni incidentalmente. Conseguenza dell’episodio sarà la sua trasformazione in un mostro scaglioso piuttosto aggressivo che si manifesta al sorgere del sole. Per questo il protagonista deve vivere di notte e stare rinchiuso di giorno. Ma l’amore per la vita notturna e per la bella pupa di un piccolo gangster faranno precipitare la situazione. Nonostante il finale scontato moralistico, si parteggia ovviamente per il mostro, che da umano vuole spassarsela, incurante delle prime luci dell’alba e delle raccomandazioni dei medici e della fidanzata buona. Alla fine il lucertolone ‘solare’, dopo aver ucciso il gangster, viene abbattuto dalla polizia e precipita da una torre petrolifera in stile King Kong. Il costume del mostro regge in credibilità fino a quando appare brevemente o in penombra, poi in piena luce tradisce la sua natura ‘plasticosa’. Interprete è l’attore Robert Clarke (presente anche in veste di coregista) che ebbe una lunga carriera nel cinema di genere (come nel delirante The Astounding She Monster).

 

 

Mostro di sangue – (The Blood Beast Terror)

 

Con Mostro di sangue (The Blood Beast Terror, 1968) passiamo a un tipico esempio di monster movie di marca ‘British’, con la classica ambientazione in epoca vittoriana di scuola ‘Hammer‘, ma prodotto dai rivali della Tigon. Purtroppo la sceneggiatura piatta e banale, priva di suspense e mistero, vanifica la presenza di un mostro potenzialmente originale, ovvero una donna che si trasforma in una falena vampiro assetata di sangue, frutto dei malsani esperimenti del padre, stimato entomologo. Sugli omicidi commessi dalla misteriosa creatura alata si metterà indagare un ispettore interpretato dal sempre bravo Peter Cushing, che in verità considerava questo film come il peggiore della sua carriera. Rivisto oggi, con la giusta predisposizione, è comunque una pellicola godibile dall’andamento volutamente lento e dalla regia solida che dosa con attenzione le numerose digressioni da commedia e le fugaci apparizioni del mostro, realizzato poveramente per limiti di budget (è deludente anche la trasformazione donna/falena che avviene istantaneamente senza fasi intermedie). Nel finale la bramosia di sangue della donna prende il sopravvento fino a rivoltarsi contro il suo creatore, nonostante il padre avesse creato un inquietante ‘compagno’ imbozzolato per tenerla buona. Sarà l’accensione di un prosaico falò a decretare la fine del mostro falena che si ritroverà fatalmente attratta dalla luce della fiamma. La donna falena è interpretata dall’attrice Wanda Ventham che incontrerà una certa notorietà più tardi come una delle protagoniste della serie TV UFO (1970-1973). Il celebre attore Benedict Cumberbatch è suo figlio. Mostro di sangue non va confuso con il film The Tingler del 1959 che nella versione italiana ha lo stesso titolo.

 

 

It! The Curse Of The Golem

 

Un altro horror britannico riporta in vita la mitica figura del Golem nel film It! (1967) conosciuto anche con il titolo The Curse Of The Golem, portata sullo schermo per la prima volta nel 1920 nel classico tedesco Der Golem di Paul Wegener. La leggendaria creatura d’argilla della tradizione ebraica diventa in questo film il classico essere distruttore da monster movie, fedele esecutore del volere del folle protagonista Arthur Pimm interpretato da un ispirato Roddy McDowall, che scopre il modo di rianimare e controllare un’antica statua, sopravvissuta a un incendio in un deposito di un museo, con le formule dell’antica cabala. Lo psicopatico Pimm si servirà della statua per eliminare chi intralcia i suoi piani e per rapire la bella di turno che non apprezza molto il suo corteggiamento. Film realizzato con modestia e poveramente, nonostante lo spunto poco sfruttato del Golem, non eccelle certo per suspense e mistero, ma comunque si fa apprezzare per la messa in scena di un Golem sufficientemente minaccioso, rappresentato curiosamente come una creatura dalla testa a punta e dall’aspetto arboreo/ligneo. L’imponente colosso si dimostrerà piuttosto coriaceo e invulnerabile al fuoco, all’acqua e ai proiettili d’artiglieria. Nonostante il confronto finale tra l’esercito e il Golem, il film è piuttosto statico e poggia quasi interamente sull’interpretazione dell’istrionico Roddy McDowall che impersona uno psicopatico in stile Psycho: infatti anche Pimm conserva in casa il cadavere mummificato della mamma, palese omaggio al grande Hitchcock.